Visualizzazione post con etichetta testimonianze di soci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta testimonianze di soci. Mostra tutti i post

sabato 7 maggio 2011

TRA RISCHIO E CORAGGIO

I soci si raccontano

Intervista a Maria Luisa

Non lo nascondo, quella mattina in cui ho intervistato Maria Luisa mi sono emozionata. Per la forza d’animo che dimostra, per quella volontà di vivere al meglio il tempo presente, per i racconti del suo tempo passato, quando il coraggio le faceva da compagno nei suoi viaggi da staffetta partigiana. Mentre parlava ogni tanto stringeva i pugni e mi mostrava la portata emotiva di quei fatti mai dimenticati. C’era davanti a me una persona che aveva rischiato la vita per un ideale, e rischiato talmente tanto che mi sembrava davvero un evento importante sentirla raccontare.
Maria Luisa è nata a Modena 85 anni fa, quando la città aveva altri ritmi, altri odori, e si poteva girare con le poche auto che c’erano tutti i giorni della settimana.

Allora Maria Luisa,  elenca un po’ tutte le cose che fai.

Come socia della Banca del Tempo vengo in ufficio il giovedì mattina, partecipo all’incontro mensile e vengo a far due chiacchiere al thè delle cinque il venerdì. Partecipo alle serate di giochi di carte e anche alle gite fuori Modena. Sono iscritta ad altre tre Associazioni, due volte alla settimana vado a ginnastica psicosomatica… devi sapere che sono sempre stata una sportiva, facevo ginnastica ritmica e ho fatto roccia con il CAI. Poi sono un’appassionata di pallavolo e di calcio, ho la tessera di supporter per la squadra di pallavolo: mi porto la bandiera e urlo a più non posso… a me piace stare in mezzo ai giovani, anche se fanno casino, io sto bene quando sono in mezzo a loro. Poi mi piace la musica e le Operette che vado a vedere a Teatro. Ho sempre avuto questa passione, anche perché mio fratello studiava insieme a Pavarotti.

Vorrei sapere come hai conosciuto la Banca del Tempo.

Mi sono iscritta nel gennaio del 2007 in seguito ad una chiacchierata con Italina, una socia di Modena. Lei mi spiegò degli scambi, degli incontri dove si socializzava, delle gite… Tutte cose di cui avevo bisogno perché per me è di vitale importanza stare in compagnia.

Quando chiedo a Maria Luisa se ha vissuto da vicino la brutta esperienza della II Guerra mondiale la forza dei ricordi arriva sfacciata e prepotente, e quegli stati d’animo di molti anni prima bruciano di nuovo…

La guerra mi ha avvelenata.
Ero una ragazza di 17 anni piena di vita e di speranze, a cui piaceva andare a ballare, divertirsi. Avevo degli amici all’Accademia militare. Con l’inizio della guerra una parte sono scappati in montagna per non doversi aggregare con i fascisti, una parte si unirono ai comunisti, un parte seguirono la Brigata Julia e altri ancora diventarono partigiani. Una diaspora.

Quando torturarono e uccisero alcuni dei miei amici la mia decisione arrivò tragica, rabbiosa e precisa: “Voglio fare qualcosa!”. “Ci pensiamo noi” mi dissero le poche persone di cui mi fidavo, ed entrai nel movimento partigiano. La mia vita cambiò drammaticamente: di giorno lavoravo (insegnavo dattilografia) e di notte portavo in giro giornalini e volantini rischiando la vita… questa era l’Informazione, altro che Internet! Ho fatto parte dei Gruppi Armati Proletari poi sono entrata con Alfeo Corassori nel Partito Comunista clandestino. La prima volta che mi trovai a casa di Corassori alcuni dei suoi seguaci erano in difficoltà perché, per via della mia giovane età, non sapevano che incarichi affidarmi. Qualcuno propose una missione pericolosa ma la moglie di Corassori si oppose dicendo: “Ma no, è troppo giovane, è  una “monella”. Da quel momento il mio nome di battaglia fu Monela. Facevo la staffetta Modena-montagna. Mi spostavo in bicicletta, il freddo dell’inverno mi faceva venire le ginocchia blu. Qualche volta mi fermavano i tedeschi ma io dicevo che andavo a trovare mia zia in montagna e loro ci credevano, forse perché dimostrando meno della mia età non destavo sospetti…

Una ragazzina da sola per strada… un’immagine che al giorno d’oggi fa tremare…!

Oh, allora non si stuprava, a quei tempi si uccideva direttamente. Io almeno non ci pensavo proprio, ci voleva sangue freddo per fare la vita che facevo io.

Ma non avevi paura?

Adesso che ho una certa età non lo farei, ma a quei tempi vivere era difficilissimo, giravi per la strada e non sapevi se chi ti passava vicino era un amico o un nemico, era una vita tragica, una lotta senza confine, e quando da giovane vedi certe atrocità non senti neanche più la paura!

Dopo aver attraversato tanto dolore come ti trovi nella società attuale?

Delusa. E disagiata, perché siamo in mano alla malavita, io ho fatta tanta fatica, ho affrontato tanti pericoli e mi ritrovo in mezzo alla delinquenza.  Sì è vero, non si tortura più, ma l’abisso tra ricchi e poveri è un’involuzione assurda della società. Ma io spero ancora nelle forza di persone che insieme possano vincere lo strapotere della delinquenza.

La tua è una storia affascinante, ci vorrebbe tanto tempo per scrivere tutto quello che hai vissuto, ma ora parlami della tua esperienza di giornalista.

Allora, io mi sono diplomata alle Magistrali e già lì mi piaceva molto scrivere. Dopo la Liberazione mi sono interessata al giornale che si chiamava “Il Progresso” dove mi occupavo della cronaca di Modena. Per raccogliere notizie andavo in Questura, alle riunioni del Consiglio comunale e facevo anche dei “pezzi di colore”, cioè andavo in giro per la città dove potevo trovare del materiale per  scrivere un fatto di cronaca rosa o altro. Mi riusciva facile, da un fatterello ci ricavavo un articoletto. Poi ho fatto dei Concorsi e mi hanno assunta in Provincia. Lì lavoravo per Triva (fu Vice della Provincia di Modena e successivamente Sindaco della Città) ero una specie di ghostwriter, cioè, lui mi dava dei giornali o dei libri che io dovevo riassumere per le sue Conferenze o altro utilizzo. E lì sono stata fino alla pensione, ma siccome ero ancora giovane per sottrarmi dal lavoro mi son messa a battere delle Tesi. E più tardi accettai di dattilografare per l’Ospedale, ma oltre a quello mi chiedevano di riordinare elenchi e riassunti di Professori dell’ospedale: era interessantissimo, c’era da farsi una cultura.

A distanza di cinque anni ti iscriveresti di nuovo alla Banca del Tempo?

Sì, sono contenta, è un’esperienza che mi ha soddisfatta e mi ha giovato, per le persone e per le attività, specialmente per i pomeriggi del “Thè delle 5” dove mi diverto.

Elena135

domenica 28 giugno 2009

Il mio rapporto con la BdT



Mi chiamo Elena, sono nata a Pordenone nel 1964 e vivo a Modena dal 1994, anno nel quale ho trovato lavoro in una ceramica di Sassuolo. Ho conosciuto la Banca del Tempo sette anni fa e da allora il mio rapporto con l'Associazione si è evoluto. Ho maturato gradualmente affetto nei confronti delle persone e degli obiettivi che caratterizzano la Banca.
Volete sapere come l’ho conosciuta? Un pomeriggio stavo stirando e guardavo un programma di Rai Tre. Intervistavano alcuni soci di una BdT e sono stata piacevolmente sorpresa dal fatto che potesse esserci un’associazione che si scambiava servizi, favori e saperi in alternativa a "merci" e denaro. Ho preso l’elenco del telefono e ho cercato di scoprire se esisteva a Modena: il giorno dopo facevo il colloquio con Oliva. Diciamo che mi ci sono “fiondata”. Ho dato fiducia ad una cosa che sentivo, mi sembrava un’esperienza adatta a me. Mi ha favorevolmente impressionata anche l’assenza di orientamenti religiosi e/o politici, una laicità rispettosa dei vari credo.

All’inizio ho scambiato molto poco, anche perché il fatto di abitare fuori Modena doveva essere scoraggiante per i soci. Però ho sempre partecipato agli incontri mensili e anche se nessuno mi chiamava, chiamavo io o andavo in ufficio a fare segreteria per “tirare su” delle ore.
Poi per un paio d’anni sono stata un po’ “latitante”, per motivi di studio: mi sono diplomata come Tecnico per i Servizi Sociali a Reggio Emilia, facendo la scuola serale. Era quindi difficile partecipare agli incontri. Tuttavia ero sicura che i soci della BdT avrebbero capito la mia difficoltà a conciliare lavoro, studio e assistenza ai genitori. Quando ho ripreso, sembrava che nulla fosse cambiato e ho trovato la solita calda accoglienza, tanto da poter dire “Dove eravamo rimasti...?"

Adesso però sono molto più impegnata nell'organizzazione dell'Associazione, anche perché l’informatizzazione della BdT ha annullato le distanze e questo mi permette di essere quotidianamente in contatto con altri soci per quanto riguarda scambi, incontri, iniziative, ecc. Il Web ha fatto diventare il rapporto con la Banca molto più agile ed è come se avessi più tempo, perché si annullano i km che devo fare. Di conseguenza mi si è anche potuto chiedere di più, per es. collaborazione per la stesura del giornalino, gestione del blog, ecc. Persino lo scambio dei servizi tradizionali è diventato più semplice
: lezioni di scrittura gotica (Gothic Hand), realizzazione di pergamene, piccoli lavori di cucito, compagnia,
passaggi in auto, guida all’uso di Facebook, stiro, ora mi vengono chiesti anche per mail.

Mi sto accorgendo che man mano che l’associazione cresce ha maggior bisogno di organizzazione e quindi di persone disposte a prestare attività. Perché è chiaro che gli organismi grandi sono più difficili da gestire. Ho preso quindi questa decisione, di dare una mano all’interno dell’associazione e nonostante il mio lavoro non mi permetta di essere sempre presente vedo che il mio contributo in qualche modo riesco a darlo. In questo ultimo anno, poi, la partecipazione a convegni e seminari sulla BdT ha rafforzato le mie motivazioni.

Io credo che per chi si affeziona la BdT diventi molto di più di un’associazione. Io ho trovato tanti zii, zie, cugini... una sorta di famiglia allargata, ma che si ritrova per un atto di volontà, non per legami di sangue. E tutto questo grazie al sentimento d’amicizia che si viene a creare man mano che ci si frequenta.
Di conseguenza, a volte la compilazione dell’assegno, data l’intensità dei rapporti, può sembrare superflua. Ma è importante capire che contabilizzare gli scambi è vitale per mantenere vive le caaratteristiche della BdT.
Pochi scambi = cattivo funzionamento e/o scarsa utilità della banca = danno per l’associazione.

Hajnalka e una festa da salvare

Quando uno ha moltissime cose da fare, crede proprio di non avere neanche un minuto per fare nemmeno le proprie cose, figuriamoci aiutare altre persone!
Invece è qui che ci si sbaglia.
In genere, le cose che ci piace fare, le facciamo anche se siamo stanchi morti, quando non abbiamo più voglia di fare niente. E fu così che due settimane fa, mi iscrissi alla Banca del Tempo. Cercavo qualcuno che mi desse aiuto per guardare i miei due gattini nei giorni in cui sono fuori città. In cambio mi sono offerta come un all-around esperta di pc.
Ma non finiva così.
Essendomi trasferita da poco tempo in un nuovo appartamento, i miei amici mi torturavano ormai da un mese per fissare la data dell'inaugurazione dell'appartamento. Traducendo questo in vita quotidiana: "dicci quando hai voglia di fare la spesa, di ammazzarti a preparare pasticcini fantastici, portare a casa 10 bottiglie di bevande, che noi veniamo, poi divoriamo tutto e festeggiamo con te". Per me, fare una festa è una delle cose più belle... lo ammetto, solo la parte della festa. Sono felice di avere gente intorno, ma le preparazioni mi uccidono.
Non a Rita. Non appena le ho accennato che avrei voluto fare una festa a casa mia, si è offerta per prepararmi - spesa compresa - tutto ciò che è necessario per un buffet.
Quando lei e i suoi figli sono arrivati a casa mia, non era ancora pronto niente. Ma neanche i mobili erano al loro posto. Loro tre, in 30 minuti, come degli angeli hanno preparato tutto e mi hanno lasciato con una casa e una festa pronta per essere iniziata.

Che dire, ora sono ancora più felice di fare parte di quest'associazione fantastica, dove si riscopre l'interscambio personale che ci fa diventare tutti quanti più ricchi.

Grazie!!!

sabato 9 maggio 2009

LA MIA IDEA DI BdT


La bdt è uno strumento per condividere il proprio tempo, le attività, le esperienze, attuali e di generazioni precedenti, come una volta, quando si conoscevano tutti i propri coinquilini ed i vicini di casa, si scambiavano, favori, oggetti, dal sale ai prestiti, i nonni insegnavano ai nipoti e badavano a loro, la televisione non era l'unico mezzo per stare insieme, i genitori conoscevano i figli ed i nipoti conoscevano ed apprezzavano i nonni

Tutti noi ormai abbiamo poco tempo, siamo sempre di corsa e non abbiamo mai il tempo per riposarci

Non abbiamo tempo per conoscere e stare con i nostri figli o con i nostri genitori, e quel poco tempo che abbiamo lo usiamo per non pensare, stando davanti alla tv, fuggendo così ai problemi ed alle avversità.
Ma se noi impariamo a delegare, ad aiutare gli altri, usando quel poco tempo in modo intelligente,

Ad agire in gruppo, e non come un branco di lupi solitari.

Possiamo andare a fare la spesa per noi e per il nostro vicino, mentre quel tempo usato ci verrà riconosciuto da un altro vicino che ci stirerà una parte della nostra biancheria mentre stira la sua
Conoscendoci meglio affideremo i nostri figli a persone degne che avremo conosciuto alle riunioni, che potranno insegnare loro da internet ai dialetti locali, o ad aiutarli a studiare

Tutto questo attraverso un servizio di auto volontariato tre soci gestito da 12 anni a Modena con l'ausilio del Comune, con la partecipazione di un centinaio di soci tra giovani e meno giovani, che offrono una moltitudine di attività gratuite gestite da punto centrale, chiamato Banca, a cui iscrivendosi si ottiene anche una assicurazione sugli infortuni , sia fisici che materiali, per le possibili difficoltà che si possono incontrare in queste attività.
Con l'aiuto poi di personale esperto che dal primo contatto possono dare consigli ed esperienze utili ad ottimizzare le proprie esperienze da donare agli altri, che non è sempre facile trovare in noi, ed a metterci in contatto con persone esperte per i nostri bisogni.
Ma questo si può fare anche in modo autonomo, in gruppi di 4 o 5 persone, già in contatto, come genitori della stessa scuola, amici del lavoro o della parrocchia, dello sport o di qualsiasi altra attività in cui si viene a contatto con altre persone

Una semplice idea è regalare delle ore agli sposi che devono iniziare insieme una vita sempre più complicata.
Un'altra idea è continuare sulla esperienza iniziale della bdt, creata ad opera dei sindacalisti inglesi nel millenio trascorso, in cui come oggi non giravano particolari quantità di soldi disponibili, ma le ore inutilizzate erano talmente tante che si trovò l'occasione e l'inventiva per aiutarsi auto reciprocamente nei problemi di tutti i giorni, dal piccolo artigiano con i lavori di falegnameria, idraulica, giardinaggio,
Ai preziosi consigli dove andare a fare la spesa per risparmiare, ad antiche sarte che rimettevano in buon stato d'uso abiti altrimenti scartati, ai babysitter che ottimizzano il poco tempo libero per svolgere il proprio lavoro con calma e dignità

Quindi se conosci persone con una difficile situazione familiare od economica, non esitare a consigliare questa esperienza, perché come voi potete avere bisogno di noi, noi certamente abbiamo bisogno di voi

Marco Pini

venerdì 27 marzo 2009

IL VIAGGIO DI OLIVA IN LIBIA

Si fanno viaggi che, al rientro, lasciano la scia della fragranza dell'empatia, ossia di un'intesa speciale che si crea fra i viaggiatori e che favorisce il coinvolgimento alla scoperta di terre cariche di storia e di mistero.
E' quello che mi raccontava la nostra socia Oliva al ritorno dalla Libia la settimana scorsa.
Mi sembra di sentire quel profumo da queste prime foto di gruppo.



Ve lo ricordate che la Libia era una colonia italiana? Come no! Non siete mica degli adolscenti! Comunque qualche cenno storico per rinfrescare la memoria potrebbe tornare interessante.
Fu Giovanni Giolitti a colonizzare la Libia, nonostante la poca simpatia per le imprese coloniali. Lo fece a causa delle pressioni dei fabbricanti d'armi, dei gruppi finanziari che avevano investito in Libia e dei nazionalisti.
L'occupazione costò la vita al 20% della popolazione libica e raggiunse il suo culmine, sotto l'impulso del fascismo, negli anni '30. Nel '39 gli italiani erano il 13% della poloazione e poichè noi italiani non siamo tradizionalmente dei gran filosofi... costruimmo: edifici e strade.
L'immigrazione italiana cessò nel 1943 quando la Libia venne occupata dalle truppe degli Alleati anche se gran parte degli italiani rimasero in Libia.
Il resto è storia abbastanza recente.
Prima degli italiani, però, altri popoli abitarono quelle terre desertiche; in ordine cronologico: f
enici, greci, romani, bizantini, turchi e italiani.
(le seguenti didascalie sono di Oliva)

Ex chiesa cristiana cattolica (edificata dagli italiani durante il periodo coloniale) trasformata in moschea a Tripoli.
Tripoli: arco di trionfo dedicato all'imperatore Marco Aurelio nell'anno 163.

Teatro a Leptis Magna città che ha dato i natali all'imperatore Settimio Severo il quale la impreziosì con sontuosi gioielli monumentali restituiti ai posteri grazie ai restauri della Missione Archeologica italiana che, ancor oggi, lavora nel sito. L'intero sito è patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Cupola di moschea a Ghadames antica.

Antico granaio intorno al quale si formava il villaggio.

Tre berberi che mi hanno dato il permesso di fotografarli in un negozio di Ghadames dove ho fatto acquisti (berberi significa "uomini liberi" e sono detti così gli abitanti del nordafrica in generale).

La guida Moidì nei vicoli di Ghadames antica. Ghadames, detta anche la "perla del deserto" è l'oasi (circa 60.000 palme) più occidentale della Libia.

Ghadames: antica casa ristrutturata.

Deserto intorno a Ghadames. Sono con una compagna di viaggio mentre tentiamo di scalare la prima duna arrivando poi alla seconda dove abbiamo contemplato un indimenticabile tramonto.
>>>>>ooo<<>>ooo<<<<<
Complimenti Oliva per questi scatti di alta qualità e grazie di averli concessi per il nostro blog.
Elena135

domenica 30 novembre 2008

Secondo me la banca del tempo è...




...un'associazione di persone molto diverse tra di loro per età, sesso, cultura, tradizione e razza.
Non è richiesto alcun requisito particolare se non quello di voler SCAMBIARE quei "piaceri" che si usava fare e ricevere in passato tra vicini di casa e amici.
E' anche un'occasione per sentirsi meno soli difronte alle difficoltà grandi e piccole che la vita ti "regala".

Testimonianza di socia iscritta alla banca del tempo da più di dieci anni.
Viola

venerdì 28 novembre 2008

LA MIA BANCA E' DIFFERENTE!



Si sa, questo è un momento di investimenti incerti, la borsa va un po' su e molto giù, bot cct e compagnia rendono poco, tenere o aprire un conto corrente è oneroso e costoso, neanche il buon vecchio "mattone" ti lascia tranquillo quindi mi son chiesta che faccio?
Affidarmi al materasso mi sembrava un po' antiquato e un po' rischioso... non si sa mai un incendio, un ladro meglio lasciar stare! Ma a chi posso chiedere aiuto o un consiglio veramente spassionato? Certamente non posso fidarmi della banca (ci mancherebbe!) magari tentano di rifilarti un titolo a rischio come Parmalat o Lieman Brother, o forse tentano di piazzarti una di quelle polizze assicurative dove paghi tanto oggi per prendere forse un euro in più domani.
Bel problemino! ma possibile che non esista nulla? proprio nulla di onesto serio e vantaggioso? Bene mi metto alla ricerca, chiedo, mi informo, navigo e finalmente ecco lo spiraglio l'alternativa esiste ,c'è, l'ho trovata LA BANCA DEL TEMPO
Si questa Banca è differente! Proprio così non ci credete? e ditemi dove la trovate un'altra Banca che ti da tanto e in cambio ti chiede così poco?
Volete che ve lo dimostri? Molto semplice!
20 novembre 2008 sono le 7 del mattino e la sveglia suona impietosa... mi stiro, scendo dal letto e vado in bagno apro il rubinetto e mi accorgo che perde! Porca vacca devo trovare un idraulico, riporca e rivacca mi costa un sacco tra chiamata intervento e fregata... Ma che scema dimenticavo: la mia Banca è differente! Consulto le offerte voilà c'è PAOLO offre piccole riparazioni rubinetti compresi... Che sollievo il problema è risolto!
Ancora assonnata guardo la lavatrice è ora di stendere!non posso far altro che pensare a tutti quei panni che mi aspettano per essere stirati e a tutti quegli altri che si aggiungeranno ... UFFA e pensare che nel pomeriggio volevo proprio andare dal parrucchiere e invece dovrò stirare... .La mia Banca è differente! Ci sono Violetta e Valentina loro offrono stiro a domicilio che meraviglia, mi par di sognare! Quasi quasi chiamo anche Iolanda lei la piega me la fa anche senza appuntamento!
Sono in ritardo come sempre e come al solito! UFFA e RIUFFA non faccio più in tempo a passare dal fotografo devo andare al lavoro ma avevo promesso a mia sorella che ci avrei pensato io ... e adesso come faccio? e soprattutto chi la sente? La mia Banca è differente! Mando Giovanna abita lì vicino! Fra le sue offerte Giò ha proprio messo le piccole commissioni!

Ecco mentre vado al lavoro dulcis in fundo incontro la mia amica Elena! Non posso non invitarla a cena con il compagno, lei mi invita semre e mi prepara certi manicaretti! Io proprio cucinare non so e ordinare una pizza è così triste La mia Banca è differente sempre più! Ora esagero chiamo Ilaria e mi faccio fare le lasagne verdi poi telefono a Rossana e chiedo di prepararmi la sua strepitosa torta al cioccolato fuso. Per il secondo è perfetto Giovanni il suo pollo alle mandorle con contorno di verdure grigliate in salsa rosa è ormai diventato famoso! benissimo ho risolto tutto! Appuntamento per domenica sera ore 20 a casa mia.
Posso andare al lavoro e stare tranquilla è tutto sotto controllo!
Ore 13 e30 è ora di andare a casa salgo in bici ma c'è qualcosa che non va! MMMMMM pure la ruota bucata! STRAUFFA giornata pessima anzi pessimissima anzi ... La mia Banca è differente e Giuliano le bici le ripara basta chiamarlo, ecco faccio subito il numero 347.......... e anche la bici sarà presto riparata!
Sono solo le 13 e 45 e ho già risolto tutti i problemi senza stress e gratis!
Ve l'ho detto LA MIA BANCA é DIFFERENTE
Ho sistemato tutto spendendo solo 10 ore! Se avessi dovuto chiamare l'idraulico, se avessi dovuto portare la biancheria in stireria, la bicicletta a riparare, invitare l'amica al ristorante o ordinare la cena in rosticceria e la piega dalla parrucchiera voi che dite sarebbero bastati 150 euro?
Ora ci credete? La mia Banca è differente per davvero!
Per l'emissione libretto assegni, la tenuta e l'estratto conto le commissioni sono gratuite, interessi sui numeri debitori sono pari a zero e senza obbligo di rientro. Disponibilità del servizio 24 ore su 24, ora anche on line.
E che volete di più? Io un bel massaggio rilassante e ho già appuntamento con Paola mi aspetta a casa sua fra 15 minuti per farmelo quindi scusatemi ma devo proprio andare!

venerdì 21 novembre 2008

Un anno alla Banca del Tempo, l'esperienza di Paolo


Ho festeggiato il mio primo servizio gustando dei dolci che non dimentico,dopo quasi un anno, insieme alla ospitalità ricevuta da una socia e dai suoi.

Quindi ho iniziato a trascrivere al computer il bel romanzo autobiografico di Sergio, e sto rivivendo, pagina dopo pagina, la sua vita. Spero che un giorno legga questo racconto anche qualcuno di voi.

All’inizio dell’estate mi sono state richieste delle lezioni di italiano ed ho avuto modo di ammirare un ragazzo che impiegava seriamente parte delle sue vacanze per rafforzarsi in vista del suo ingresso nelle medie.

Dopo aver faticato non poco per ottenere dei servizi, mi sono rivolto a dei soci di cui avevo sentito lodare la disponibilità. E’ accaduto così che, nel corso di un torrido pomeriggio estivo, Giuseppe ha lottato allo stremo con dei miei cassetti da riparare. Poi non ho fatto in tempo consegnare alla Maura degli indumenti da stirare che mi sono sentito richiamare per prelevarli già pronti.

Per parlare delle lezioni al pianoforte ricevute da Maria20 lascio idealmente la parola alla musica.

Chi usa il computer sa cosa si prova a vedersi risolti gli inevitabili problemi da interventi magici quali quelli di Simone e Roberto.

Ed è stato ancora Roberto ad imbiancarmi i radiatori di casa. Pensate che lui svolge per la banca questa attività, altrimenti molto ben remunerata, e lo fa al termine delle sue faticose giornate di lavoro!

Tralascio di esprimere ciò che ho provato nel corso di questi ed altri incontri con i soci. Dico solo che, se la vita riceve senso da quanto tu riesci ad entrare nella vita degli altri e permetti agli altri di entrare nella tua, credo che la Banca del Tempo non corra, unica, alcun rischio di fallimento.


Paolo