Martedi 26 Febbraio, appuntamento alle ore 20 in sede con il Prof. e socio Cesare G. Il libro in esame sarà "Bellezza e Tristezza" di Yasunari Kawabata.
E dunque: è denaro o no il tempo? E se non lo usiamo per "fare dei soldi" (operazione non proprio disprezzabile per chi ne ha assoluto bisogno) per quanti altri fini possiamo adoperarlo?
Sicuramente Paolo Coluccia ci ha pensato molto su, e ci offre, dopo tanto cogitare, questo suo libro.
Qui di seguito la recensione.
Elena135
"La società dell'informazione offre grandi opportunità, ma anche molteplici difficoltà, tra queste il divario tra "chi sa" e "chi non sa"; ponendo così il problema dell'esclusione. Una soluzione potrebbe essere l'incremento della cultura della relazione per passare da una "società di subordinati" a una "società di associati". Una forma associativa sorta negli anni '90, la Banca del Tempo, si inserisce in questo scenario aggiungendo - alle forme di azione nello "spazio pubblico" e nello "spazio privato" - una nuova forma di azione, quella in uno "spazio comune". Le Banche del Tempo e i sistemi di scambio non monetario liberano una parte del tempo e della vita e soprattutto fanno capire che il tempo "non è denaro"."
Voglio ringraziare Teresa Malaguti, presidente della Banca del Tempo di Finale Emilia, che venerdì scorso ann'incontro del Direttivo del nostro Coordinamento provinciale ci ha fatto scoprire questa meravigliosa poesia, dal titolo...
PREFERISCO SOGNARE di Manuela Palchetti
Non è facile spiegare l'alternarsi dei desideri e degli stati d'animo
Non so se mi capisci se ti dico che talvolta preferisco sognare piuttosto che concretizzare
Non ho voglia di essere efficiente eccellente, eccessiva sulla cresta dell'onda
Oggi mi sento indolente voglio soltanto godermi il presente Realizzare i propri sogni costa grande fatica e tempo speso e corse e disciplina
Ti sembra impossibile che possa serenamente rasentare la mediocrità Ma io voglio andare al mercato a comprare i piselli e avere il tempo per sgranarli
Prima le due e mezzo, adesso ha suonato le dieci, il mio fa le tre. E' fermo e la sveglia, figurarsi, segna le undici, si dev'essere scaricata la pila, aspetta, che di sopra han portato il sambuco, si vede fino al comune, questa è bella, fa mezzogiorno... son diventati tutti matti gli orologi?
Caterina, che ore sono? - Non lo so mica, mi sono addormentata. Liana, che ore sono?... ma guarda l'orologio! Come, non ce l'hai? Hai perso anche quello? Se lo sa tuo padre... che avrò dormito..., io dico saranno si e no le quattro. Ma a me mi ci voleva l'ora giusta!... Aspetta, di sotto passa qualcuno... Amedeo, va là, hai l'ora buona? Qui non si capisce più niente! - Cadi male, l'orologio l'ho portato ieri dall'orologiaio, ma saranno le cinque e un quarto, le cinque e mezzo. Già le cinque e mezzo! Non ti sbaglierai? - Fai tu, alle cinque e mezzo ero in piazza. E' lo stesso, grazie lo stesso, io ho bisogno dell'ora precisa... Ecco qui Bisognani, me la dice lui: Lazzaro, sapete l'ora? - Cosa vuoi che sappia, ho ottantun anni, ormai è sempre l'ora che pare a me... Questo è andato in bambola, pazienza, lo domando al Ghecc che vien su adesso: Armando dimmelo tu, che ore sono? - Le sei e mezzo. Non guardi l'orologio? - L'ho nella testa, io, l'orologio! Ma è possibile? Si son messi tutti d'accordo qui? Che non si riesca a sapere l'ora?... E quest'altro chi è? Paganelli... : Arturo, hai l'orologio? - Ho un orologio io, che se me ne dessi uno d'oro non farei a cambio, è di mio nonno quando era in ferrovia... Io volevo solo sapere... - ...non lo tocco mai, lo carico e va, non sbaglia di un minuto, altro che la roba che fanno adesso, questo è un orologio che, se segna le sette e un quarto son le sette e un quarto anche per il Signore! Insomma, mi puoi dire che ore sono? - Te lo dico subito...Ma, ma dov'è andato? Dove l'ho messo che a Rimini ho guardato l'ora,... che ti venga un colpo! Cos'è stato? - Me l'hanno rubato, il mio orologio, me l'hanno rubato... che ho visto una brutta faccia sulla corriera, poi c'è stata una brusca frenata... è stato lui, ma lo denuncio io! E' che a quest'ora... cosa vuoi denunciare? Chissà dov'è il mio orologio a quest'ora! Che è un valore! Non li fanno più... delinquente! Ma lo riconosco io se l'incontro... deve pregare di non incontrarmi! Qui è sempre peggio, sta buono, viene giù Buda: fermati un momento Fanfin, che ore sono? - E' tardi. Ho capito ma che ora è? - Te l'ho pur detto: è tardi. Ma che ore sono? - E' sempre tardi, e più la fai lunga, più viene tardi. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Elena135
Il 5 Diembre appena trascorso si è svolto a Modena il Seminario Regionale delle Banche del Tempo, nel corso del quale sono state lette poesie e brani che avevano per tema il tempo e che pubblico ben volentieri. Comincio con una poesia.
IL TEMPO
Il tempo... l'unica cosa che possiedi. Terribile? Si. Forse. Ma è anche fantastico poter vivere qui ed ora quando tutto è pienamente accessibile attorno a te. Il tempo non è solo l'unico intervallo che possiedi ma è un intervallo di tempo di cui hai il possesso. Proprio ora, il tempo diventa tangibile soppratutto in relazione alle nascite e alle morti che si verificano nel nostro ambiente. La nostra quotidianità è piena di avvenimenti, persone e luoghi, di tanto in tanto affermiamo di vivere nel presente o almeno di volerlo fare, interamente. Ma il presente diventa inerte se non sappiamo cosa fare tra un mese: l'idea del domani è necessaria per vivere l'oggi.