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venerdì 24 giugno 2011

W L'ITALIA


      Domenica 15 maggio, presso il “Teatro dei Segni”, il gruppo teatrale “Artisti per caso” dell’Ass. Culturale L’Incontro, ha rappresentato uno spettacolo in dialetto modenese dal titolo “Da Modna capitel a Modna e l’unite d’Italia( Da Modena capitale a Modena e l’unità d’Italia). Lo spettacolo fa parte del programma di iniziative della Circoscrizione n.2 per la celebrazione del 150° dell’unità d’Italia.

Gli "Artisti per caso"
      Ecco come la socia Luisa CeminaraArtDirector” della Compagnia ha vissuto l’esperienza.

      Quando noi “Artisti per caso” stiamo per iniziar uno spettacolo si ripete sempre il seguente rituale: io con la tensione a mille che mi aggiro tra palcoscenico camerini e sgrido di qua e di la e cerco se c’è anche il minimo particolare storto, gli attori invece sembrano di un altro mondo, chiacchierano, ridono molto pare non abbiano presente l’impegno che li aspetta. Dopo tante volte sono consapevole che quello sia un modo per allentare l’ansia, però mi trattengo a stento dall’incavolarmi. Fatto sta che quando poi arriva il momento di andare in scena io mi tranquillizzo, mi distendo. Fatta la presentazione, penso; adesso tocca a loro. E loro, pallidi e tirati, salivazione a zero e cuore a mille si fanno silenziosi e seri. Ma per poco, perché poi riguadagnano la loro vivacità e sempre riescono  a dare il meglio di se agli spettatori.
E così è stato anche questa volta. La recita è andata molto bene. Gli attori hanno reso divertenti ed interessanti le letture, raccontando fedelmente, con vivacità e naturalezza,  i vari avvenimenti della storia di Modena visti con la vena umoristica e satirica del grande scrittore dialettale Luigi Zanfi . La scenografia era essenziale, ma l’effetto dei colori  giallo e blu dell’abbigliamento degli attori era molto piacevole .
Erano presenti circa sessanta persone, in una domenica in cui a Modena c’erano tantissime iniziative soprattutto di carattere automobilistico.
Alla fine della recita, l’Associazione Banca del Tempo, che ha collaborato all’evento, ha offerto a tutti i presenti bandierine tricolori che sono state molto gradite.
Diversi spettatori  hanno espresso soddisfazione ed apprezzamento per l’iniziativa e anche  noi “Artisti per caso” siamo stati molto contenti.

Luisa Cerminara

Luisa Cerminara sulla sinistra con la giacca gialla e Rossana Baraldi (altra socia BdT) quarta da destra

domenica 12 giugno 2011

L'AVVENTURA E' CERCARE INSIEME LO SPIRITO DEL LUOGO


19 GIUGNO 2011 
LA BANCA DEL TEMPO ORGANIZZA UNA GITA
CON ESCURSIONE
TRA STORIA LEGGENDA E NATURA

Torniamo alle cascate del Rio Bucamante (Serramazzoni), questa volta facciamo il percorso in senso inverso: partiamo dalla sorgente seguiamo la discesa del Rio e le sue evoluzioni fino alle cascate.

C'era una volta…..
…… una dama di corte chiamata Odina, figlia di un dignitario incaricato del governo della Podesteria di Monfestino, innamorata di un umile pastore. A causa del loro amore, ovviamente osteggiato, decisero di gettarsi nel torrente, in un punto in cui formava una buca. Da allora quel posto si chiamò Buca degli Amanti.
Questa è la leggenda legata alle Cascate di Bucamante.

Flora e fauna a Bucamante


E ancora c’è …..
La stretta vallata del Bucamante racchiusa tra Monfestino ed il MonteCornazzano(siamo a Serramazzoni), rappresenta uno dei più pregevoli ambienti naturali del nostro Appennino. E' da qui che nasce l'omonimo Rio che va ad alimentare il Torrente Tiepido. Il Bucamante è un luogo di particolare bellezza, meta ideale per passeggiate e brevi escursioni ecologiche alla portata di tutti ed è raggiungibile attraverso sentieri che partono da Granarolo e da Cornazzano. Nel punto più infossato e fitto della vegetazione costitiuta da Aceri, Cornioli, Carpini, Maggio ciondoli e quercioli, si trovano "le cascate" ovvero alcuni salti d'acqua di media entità. Il micro clima permette lo sviluppo delle orchidee, delle peonie, dei piselli selvatici, del geranio nodoso, dell'edera e della vitalba che rende con i suoi tralci o "liane" ancora più imprevedibile la boscaglia.

Il Rio Bucamante, è ricco  di sali di calcio i quali una volta ridepositati a valle costituiscono formazioni di travertino. Pure in corrispondenza delle cascate sono presenti delle bellissime colate calcaree che sembrano quasi formare una cascata a loro volta, rendendo molto suggestivo questo complesso naturale.

 E andremo a vedere

Col nostro esperto Augusto si parte da località “Casa Cocchi”, si percorre il sentiero sul crinale del monte Ravaglio verso Cornazzano, prima del borgo si scende a sinistra e si percorre il cammino indicato per raggiungere la sorgente del rio e da lì comincia l’avventura.
L’escursione presenta qualche piccola difficoltà affrontabile e durerà circa due ore.
Alla fine del percorso si giunge in località Granarolo e da li gli escursionisti saranno riportati in macchina al punto di partenza della gita, cioè a “Casa Cocchi” vale a dire a casa di Luisa, dove ci si potrà ristorare in un  sostanzioso picnic.
Se qualcosa non vi è chiaro, tranquilli potete sempre rivolgervi ad Augusto.
Nel pomeriggio attività a piacere.

Non ce ne accorgeremo, ma saremo controllati lungo tutto il percorso dal servizio di sicurezza locale...

Luisa Cerminara

sabato 7 maggio 2011

TRA RISCHIO E CORAGGIO

I soci si raccontano

Intervista a Maria Luisa

Non lo nascondo, quella mattina in cui ho intervistato Maria Luisa mi sono emozionata. Per la forza d’animo che dimostra, per quella volontà di vivere al meglio il tempo presente, per i racconti del suo tempo passato, quando il coraggio le faceva da compagno nei suoi viaggi da staffetta partigiana. Mentre parlava ogni tanto stringeva i pugni e mi mostrava la portata emotiva di quei fatti mai dimenticati. C’era davanti a me una persona che aveva rischiato la vita per un ideale, e rischiato talmente tanto che mi sembrava davvero un evento importante sentirla raccontare.
Maria Luisa è nata a Modena 85 anni fa, quando la città aveva altri ritmi, altri odori, e si poteva girare con le poche auto che c’erano tutti i giorni della settimana.

Allora Maria Luisa,  elenca un po’ tutte le cose che fai.

Come socia della Banca del Tempo vengo in ufficio il giovedì mattina, partecipo all’incontro mensile e vengo a far due chiacchiere al thè delle cinque il venerdì. Partecipo alle serate di giochi di carte e anche alle gite fuori Modena. Sono iscritta ad altre tre Associazioni, due volte alla settimana vado a ginnastica psicosomatica… devi sapere che sono sempre stata una sportiva, facevo ginnastica ritmica e ho fatto roccia con il CAI. Poi sono un’appassionata di pallavolo e di calcio, ho la tessera di supporter per la squadra di pallavolo: mi porto la bandiera e urlo a più non posso… a me piace stare in mezzo ai giovani, anche se fanno casino, io sto bene quando sono in mezzo a loro. Poi mi piace la musica e le Operette che vado a vedere a Teatro. Ho sempre avuto questa passione, anche perché mio fratello studiava insieme a Pavarotti.

Vorrei sapere come hai conosciuto la Banca del Tempo.

Mi sono iscritta nel gennaio del 2007 in seguito ad una chiacchierata con Italina, una socia di Modena. Lei mi spiegò degli scambi, degli incontri dove si socializzava, delle gite… Tutte cose di cui avevo bisogno perché per me è di vitale importanza stare in compagnia.

Quando chiedo a Maria Luisa se ha vissuto da vicino la brutta esperienza della II Guerra mondiale la forza dei ricordi arriva sfacciata e prepotente, e quegli stati d’animo di molti anni prima bruciano di nuovo…

La guerra mi ha avvelenata.
Ero una ragazza di 17 anni piena di vita e di speranze, a cui piaceva andare a ballare, divertirsi. Avevo degli amici all’Accademia militare. Con l’inizio della guerra una parte sono scappati in montagna per non doversi aggregare con i fascisti, una parte si unirono ai comunisti, un parte seguirono la Brigata Julia e altri ancora diventarono partigiani. Una diaspora.

Quando torturarono e uccisero alcuni dei miei amici la mia decisione arrivò tragica, rabbiosa e precisa: “Voglio fare qualcosa!”. “Ci pensiamo noi” mi dissero le poche persone di cui mi fidavo, ed entrai nel movimento partigiano. La mia vita cambiò drammaticamente: di giorno lavoravo (insegnavo dattilografia) e di notte portavo in giro giornalini e volantini rischiando la vita… questa era l’Informazione, altro che Internet! Ho fatto parte dei Gruppi Armati Proletari poi sono entrata con Alfeo Corassori nel Partito Comunista clandestino. La prima volta che mi trovai a casa di Corassori alcuni dei suoi seguaci erano in difficoltà perché, per via della mia giovane età, non sapevano che incarichi affidarmi. Qualcuno propose una missione pericolosa ma la moglie di Corassori si oppose dicendo: “Ma no, è troppo giovane, è  una “monella”. Da quel momento il mio nome di battaglia fu Monela. Facevo la staffetta Modena-montagna. Mi spostavo in bicicletta, il freddo dell’inverno mi faceva venire le ginocchia blu. Qualche volta mi fermavano i tedeschi ma io dicevo che andavo a trovare mia zia in montagna e loro ci credevano, forse perché dimostrando meno della mia età non destavo sospetti…

Una ragazzina da sola per strada… un’immagine che al giorno d’oggi fa tremare…!

Oh, allora non si stuprava, a quei tempi si uccideva direttamente. Io almeno non ci pensavo proprio, ci voleva sangue freddo per fare la vita che facevo io.

Ma non avevi paura?

Adesso che ho una certa età non lo farei, ma a quei tempi vivere era difficilissimo, giravi per la strada e non sapevi se chi ti passava vicino era un amico o un nemico, era una vita tragica, una lotta senza confine, e quando da giovane vedi certe atrocità non senti neanche più la paura!

Dopo aver attraversato tanto dolore come ti trovi nella società attuale?

Delusa. E disagiata, perché siamo in mano alla malavita, io ho fatta tanta fatica, ho affrontato tanti pericoli e mi ritrovo in mezzo alla delinquenza.  Sì è vero, non si tortura più, ma l’abisso tra ricchi e poveri è un’involuzione assurda della società. Ma io spero ancora nelle forza di persone che insieme possano vincere lo strapotere della delinquenza.

La tua è una storia affascinante, ci vorrebbe tanto tempo per scrivere tutto quello che hai vissuto, ma ora parlami della tua esperienza di giornalista.

Allora, io mi sono diplomata alle Magistrali e già lì mi piaceva molto scrivere. Dopo la Liberazione mi sono interessata al giornale che si chiamava “Il Progresso” dove mi occupavo della cronaca di Modena. Per raccogliere notizie andavo in Questura, alle riunioni del Consiglio comunale e facevo anche dei “pezzi di colore”, cioè andavo in giro per la città dove potevo trovare del materiale per  scrivere un fatto di cronaca rosa o altro. Mi riusciva facile, da un fatterello ci ricavavo un articoletto. Poi ho fatto dei Concorsi e mi hanno assunta in Provincia. Lì lavoravo per Triva (fu Vice della Provincia di Modena e successivamente Sindaco della Città) ero una specie di ghostwriter, cioè, lui mi dava dei giornali o dei libri che io dovevo riassumere per le sue Conferenze o altro utilizzo. E lì sono stata fino alla pensione, ma siccome ero ancora giovane per sottrarmi dal lavoro mi son messa a battere delle Tesi. E più tardi accettai di dattilografare per l’Ospedale, ma oltre a quello mi chiedevano di riordinare elenchi e riassunti di Professori dell’ospedale: era interessantissimo, c’era da farsi una cultura.

A distanza di cinque anni ti iscriveresti di nuovo alla Banca del Tempo?

Sì, sono contenta, è un’esperienza che mi ha soddisfatta e mi ha giovato, per le persone e per le attività, specialmente per i pomeriggi del “Thè delle 5” dove mi diverto.

Elena135

sabato 9 aprile 2011

A GENOVA PER INCONTRARE L'AFRICA





"L'Africa delle meraviglie" è il titolo allettante della mostra che ha suscitato l'attenzione di Giusy Pozzo, nostra socia di Modena. Ora Giusy sta organizzando il viaggio a Genova per visitare la mostra il 20 Aprile prossimo.
Ecco le informazioni per partecipare:
Partenza in treno da Modena ore 6:52
Rientro previsto a Modena ore 20:59
Pranzo libero.
Le persone prenotatesi sono già 9, e alla decima prenotazione scatta, per le FS, lo sconto comitiva.
Per aggiungersi al gruppo bisogna contattare personalmente Giusy (preferibilmente ore pasti) utilizzando il numero di telefono che trovate nell'elenco dei soci.

Buon viaggio e buon divertimento!

Elena135

venerdì 8 aprile 2011

Referti express: l' AUSL è on line!


L'azienda AUSL di Modena ha istituito il nuovo servizio gratuito, disponibile 24h su 24, REFERTI ON LINE!

Sarà finalmente possibile vedere e stampare direttamente da casa i risultati dei propri esami di laboratorio via internet!

Un bel risparmio di tempo non trovate?
Come funziona?

La procedura è semplice ed immediata: occorre inserire il proprio codice fiscale, il codice referto assegnato al momento del prelievo, leggere l’informativa sulla privacy e dare il proprio consenso.
L'importante è chiedere al momento del prelievo il codice da inserire!

Il referto on line sostituisce a tutti gli effetti quello cartaceo (che, quindi, non sarà necessario ritirare) e dovrà essere scaricato entro e non oltre 30 giorni dalla data indicata sul modulo ritiro referti consegnato al momento dell’accettazione. 

Per dubbi, chiarimenti o altre informazioni contattate liberamente l'URP al numero 059 438045, dalle ore 8.30 alle ore 13.00 dal lunedì al venerdì, oppure dalle 15.00 alle 17.30 dal lunedì al giovedì, oppure dalle 8.30 alle 12.00 al sabato. 

il sito dell' AUSL Modena lo trovate qui

Cristina Poli

sabato 26 marzo 2011

IL TEMPO E' DENARO O NO?

 

E dunque: è denaro o no il tempo? E se non lo usiamo per "fare dei soldi" (operazione non proprio disprezzabile per chi ne ha assoluto bisogno) per quanti altri fini possiamo adoperarlo?
Sicuramente Paolo Coluccia ci ha pensato molto su, e ci offre, dopo tanto cogitare, questo suo libro.
Qui di seguito la recensione.
Elena135

"La società dell'informazione offre grandi opportunità, ma anche molteplici difficoltà, tra queste il divario tra "chi sa" e "chi non sa"; ponendo così il problema dell'esclusione. Una soluzione potrebbe essere l'incremento della cultura della relazione per passare da una "società di subordinati" a una "società di associati". Una forma associativa sorta negli anni '90, la Banca del Tempo, si inserisce in questo scenario aggiungendo - alle forme di azione nello "spazio pubblico" e nello "spazio privato" - una nuova forma di azione, quella in uno "spazio comune". Le Banche del Tempo e i sistemi di scambio non monetario liberano una parte del tempo e della vita e soprattutto fanno capire che il tempo "non è denaro"."

martedì 15 marzo 2011

LA POESIA DIALETTALE


E per gli amanti del genere ecco una bellissima poesia della nostra socia Silvia.

 

AL MISCEL

 
‘Na volta l’era acsè
‘na donna l’an feva in teimp a nasser
ch’ig mittiven in man
la gàccia, i fer e l’uncinett
e, s’la vliva o l’an vliva
l’impareva fin da puteina
a cusir, ricamer, fer la maia o i calzett.
E questchè l’andeva bein per el fioli di puvrett e di sgnor
e per el sori dal  cunveint.
Adesa a’n’n’è piò acsè.
Al merchè a’t’fa cater tot, bel e fat, cusì e ricamè
E.. alora ien chè al donni dal “Miscel”,
dal Cumitet Anzian dla seconda circuscrizion
ch’ ien po’ ch’al ragazi ed’ na volta.
Chelor i’s’caten al martedì e al giuvidè mateina
In d’al circol vintedu d’avril
Per tgnir bein strec al fil ed la memoria
Per cunsgnerel al ragazi dal dè d’in co
Per mantgnir na tradizion
Per insgnereg cum a’s’ fa la maia
I calzett, i centrein cun l’uncinett
(perché, giammia bein la veritè,
i lavor fat a man i piesen ancora e ien piò originel)
E….. ancora un eter quel
al donni dal “Miscel”,
che insemm el fan anch del beli ciacri e i,s’divertessen,
a’s’volen arcurder,
 un quel dimondi important:
na pianta senza radis
l’an pol menga camper
mo gnanc i cristian
i polen camper senza radis e senza memoria.
E alora tgnam da count i noster vech
Ch’i ein i guardian del nostri radis
Ch’i ein la memoria viva.
Al boun  dal mond d’inco
Al sta in d’al boun dal mond d’na volta.
Silvia

Traduzione

“ Il GOMITOLO”


Una volta era così:
una donna non faceva in tempo a nascere
che le mettevano in mano
l’ago, i ferri e l’uncinetto
e, volente o non volente,
imparava fin da piccola
l’arte del cucire, ricamare, far la maglia e i calzetti.
E questo era per le figlie dei poveretti,per quelle dei signori
E per le suore del convento.
Adesso non è più così.
Il mercato ci fa trovare tutto bell’e fatto, cucito e ricamato
E…allora, eccole qua le donne del “Gomitolo”
del Comitato Anziani della Circoscrizione due
che sono poi le ragazze di una volta.
Queste si trovano il martedì e il giovedì mattina
nel Circolo XX Aprile
a tenere ben stretto il filo della memoria,
per consegnarlo alle ragazze del giorno d’oggi,
per conservare una tradizione,
per insegnare loro come si fanno la maglia,
i calzini, i centrini con l’uncinetto
(perché, diciamo la verità,
i lavori fatti a mano piacciono ancora e sono più originali)
E poi un’altra cosa:
le donne del “Gomitolo”,
che insieme fanno anche delle belle chiacchiere e si divertono,
ci vogliono ricordare una cosa molto, molto importante:
una pianta senza radici
non può vivere,
ma neanche gli uomini
possono vivere senza radici, senza la memoria.
E allora teniamoci buoni i nostri anziani
Che sono i custodi delle nostre radici,
che sono la memoria viva.
Il futuro del nostro mondo
sta nel buono del mondo passato

Silvia

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